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Da Sabato 23 a Lunedì 25 Aprile 2005
Trekking - Bassa Via del Garda
Da Salò a Limone sul Garda

Questo tracciato è stato pensato per far conoscere e apprezzare la straordinaria alternanza di paesaggi e situazioni ambientali, percorrendo antiche mulattiere e attraversando tranquilli paesini. trekking1.jpg

Il tracciato della Bassa Via del Garda, dedicato a Roberto Montagnoli, grande estimatore e promotore di queste zone, è stato pensato per far conoscere ed apprezzare la straordinaria alternanza di paesaggi e situazioni ambientali che permettono di camminare tra agavi, palme e ulivi o tra faggi secolari, genziane e crochi, a solo poche ore di cammino gli uni dagli altri; di essere avvolti dai profumi di gelsomino e dei ciclamini autunnali; di attraversare colline contornate da cipressi che si innalzano verso il cielo o inerpicarsi tra rocce, forre e strapiombi; di percorrere antiche mulattiere con il selciato scavato dai solchi lasciati nei secoli dal passaggio di carri e slitte; di immergersi tra le alte e svettanti muraglie delle limonaie; di visitare in tranquillità paesini ed eremi solitari; di compiere un salto nella storia.
Le tappe, su stradine o sentieri a quote tra i 100 e i 900 metri e della lunghezza media di 15/25 chilometri, sono da percorrere con calma, riscoprendo il gusto di guardarsi attorno per osservare il volteggiare del nibbio, per ascoltare il richiamo degli uccelli, per assaporare i frutti del bosco e i profumi dei prati e dei giardini.


Sabato 23 Aprile
Dal quartiere Carmine di Salò (mt. 77) al Rifugio Pirlo allo Spino (mt. 1.165)


Partenza ore 7.00 da Cassano per Salò. Il sentiero parte nel quartiere del Carmine vicino alla fermata delle autolinee in direzione San Bartolomeo. Si risalgono le pendici del monte omonimo tra il folto della pineta e suggestivi scorci sul golfo di Salò. A quota 350 metri si trova una conformazione geologica particolare detta Corna, punto panoramico per eccellenza.
Proseguendo verso est si incontra un tratto ombreggiato dal pino austriaco dove si deve far attenzione a non toccare i bozzoli della processionaria. In breve si giunge alla località San Bartolomeo (mt. 528) dove si può sostare all'ombra dell'ippocastano di fianco alla chiesetta.
Il tracciato prosegue verso nord tra roverelle e carpini neri, dove si possono scorgere le distese prative del Pizzocolo. Giunti al Passo La Stacca si scende alla frazione Serniga e attraverso un bel sentiero ombreggiato si prosegue per San Michele fino alla Cascina Nizzola dove si prende il segnavia n. 14 e al bivio successivo il sentiero n. 1 che, dopo aver attraversato il torrente, piega decisamente in direzione del Passo di Spino (mt. 1.160). Il Rifugio è raggiungibile in circa 10 minuti. (Per i più tosti è possibile raggiungere la vetta del Monte Pizzocolo mt. 1.582 in circa un'ora e trenta minuti).

Dislivello in salita: 1250 metri circa
Tempo di percorrenza: 5 ore circa


Domenica 24 Aprile
Dal Rifugio Pirlo allo Spino (mt. 1.165) a Tignale località Gàrdola (mt. 600)


Si torna al Passo di Spino per scendere lungo la Valle d'Archesale (segnavia n. 2), fino al ponticello località Camerate, qui si prende a sinistra il sentiero n. 20 fino a Navazzo e poi il segnavia n. 40 per ricongiungerci con la BVG.
Si prosegue per le località di Musaga e Sasso, dove si abbandonano gli uliveti per addentrarsi nei castagneti (segnavia n. 30). In località Pis si prende il sentiero 265 per Muslone, paese antico e solitario posto sull'orlo di un dirupo. Proseguendo per il 265 in un bel bosco di castagni, chiamato in gergo locale "Marunera", si attraversa una pietraia e canaloni di scarico dei soprastanti dirupi del Monte Rocchetta su antico tracciato frequentato in epoca medievale.
Dopo vasti terrazzamenti trattenuti da muretti a secco e macchie di vegetazione spontanea, si intravede da lontano la chiesa di Piovere, appollaiata su una rupe. Si costeggia il campo da tennis comunale e si piega a destra addentrandosi di nuovo nel bosco, dove, in lontananza, si sente lo scroscio del torrente che scorre nella sottostante valle stretta ed incassata.
Siamo sulla "via dei Canai", cosiddetta perché fiancheggiava una vecchia condotta d'acqua. E' consigliabile, prima di proseguire, una sosta lungo il tratto pianeggiante a sinistra per ammirare le cascatelle e lo stretto ponticello in pietra che permette di attraversare un ramo del torrente.
Si susseguono angoli caratteristici per poi risalire un tratto ripido nell'ombroso bosco di lecci fino ai primi terrazzamenti di Tignale in località Aer. Da qui si prosegue verso Gàrdola scegliendo il sentiero più breve.
Si pernotta presso l'Hotel Elisa a Gàrdola.

Dislivello in salita: 565 metri circa
Dislivello in discesa: 1100 metri circa
Tempo di percorrenza: 6 ore circa


Lunedì 25 Aprile
Da Gàrdola (mt. 600) a Limone sul Garda (mt. 67)


Da Gàrdola si percorre la strada per Prabione fino al bivio per il Santuario del Monte Castello. Dopo una visita si prosegue per la cima del Monte Cas (mt. 779) lungo la cresta tagliata su un lato come la lama di un coltello, con la parete ad est che cade a perpendicolo direttamente nel lago. Dopo un tratto ripido nel bosco si arriva a Prabione e, proseguendo nel bosco, si segue per Campione attraversando la profondissima forra scavata dal torrente omonimo.
La gola si fa strettissima, ma una passerella ci permette di attraversarla e di ammirarne il fondo.
Si risale il versante opposto in direzione di Pregasio lungo un tracciato scavato nella roccia, passaggio obbligato utilizzato fino a pochi decenni fa dalle operaie che a piedi raggiungevano le fabbriche in riva al lago. Da Pregasio il paesaggio assume l'aspetto collinare ondulato, caratterizzato da pascoli aperti e sullo sfondo le cime solitarie dell'entroterra. Superata la Bocchetta di Nevese (mt. 750) si scende verso le poche case di Priezzo (segnavia 267) in direzione Voltino.
In questa zona si possono ammirare grandi massi granitici portati dai ghiacci del quaternario, detti localmente "salér" (color sale e pepe) o "foghér" (quelle più scure). Dopo la località Ponti, si raggiungono alcune villette e la "Pozza del Gas", un piccolo bacino ad uso idroelettrico, fino ad uno spiazzo panoramico dove vale la pena di fermarsi a riposare.
Ripreso il cammino si incontra una spaccatura molto profonda chiamata "Diaclasi di Voltino", fenditura che divide la parete rocciosa a picco sul lago, creata dall'attrito dell'antico ghiacciaio. Giunti a Voltino il sentiero prosegue attraverso complessi alberghieri e strutture per i turisti, per poi tornare selvaggio lungo il crinale del Monte Bestone (la cui cima è raggiungibile in circa 40 minuti).
Ad un incrocio si prende il segnavia 268 direzione Dalco, attraversando una zona dove si estraeva la calce (località Fornaci). Superato Dalco, luogo appartato e magico, si arriva in circa un'ora a Limone.
(Vista la lunghezza della tappa, è possibile comunque scendere anche in altre località prima di Limone per prendere l'autobus)

Dislivello in salita: 1.150 metri circa
Dislivello in discesa: 1.680 metri circa
Tempo di percorrenza: 9 ore e trenta circa

Abbigliamento consigliato: scarponcini da trekking, materiale per la pioggia
Mezzi di trasporto: da Cassano a Salò in auto
da Limone a Salò con autobus di linea
Pernottamento: Rifugio Pirlo allo Spino
Hotel Elisa (Gàrdola di Tignale)
Costi presunti: trattamento di mezza pensione per due giorni circa 70,00 €
biglietto autobus Limone - Salò
assicurazione per tre giorni
Organizzatore:Chiara Gatti