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Escursionismo
Da Domenica 24 a Sabato 30 Agosto 2008
Grande Escursione Appenninica
Dall’Abetone al Passo della Cisa
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Domenica 24 Agosto
Passo dell’Abetone ( m. 1325) – Lago Santo Modenese (m. 1501) – Rifugio Marchetti
Dislivello: 665 m. in salita, 574 m. in discesa
Tempo di percorrenza : ore 6,20 Km 16
Difficoltà: Escursionistica
Partenza da Cassano d’Adda alle ore 5,00 con pulmino, destinazione località Passo dell’Abetone sul confine tra Emilia e Toscana.
Sul retro dell’Ostello della Gioventù si prende una mulattiera che in leggera salita tra fustaie di abeti si immette poco dopo nel sentiero 102-CAI e risalendo la bella valle del torrente Sestaione, passa per una palestra di arrampicata ed alcune sorgenti. Giunti al bivio 104-Cai prendiamo la bella e antica mulattiera che arriva dal Lago Nero (m. 1730) di origine glaciale nei pressi del quale si trova un piccolo bivacco del CAI di Pistoia. Aggirato il lago (m. 1823) si incrocia il bivio 59-Cai , lo si prende per portarci fino al Passo di Annibale (m. 1798)e da lì alla Foce a Giovo* risalendo il sentiero in modo deciso sul ripido versante del Monte Rondinaio. Giunti in vetta si possono ammirare i laghi Torbido,Turchino, Nero, Baccio e Santo Modenese, meta della nostra prima tappa. Scesi al Passetto si lascia il sentiero di crinale per immettersi sul tracciato 532-Cai per il lago Baccio e successivamente per il lago Santo Modenese dove quasi in fondo si arriva al rifugio Marchetti dove si pernotta.
*Variante: dalla Foce a Giovo appena dopo il Passo di Annibale si può prendere a destra il sentiero n° 5 che evita la salita al monte Rondinaio, ed in circa un’ora porta al Lago Santo. |
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Lunedì 25 Agosto
Lago Santo Modenese (mt. 1501) – Passo delle Radici (m. 1529)
Dislivello: 400 m. in salita, 400 m. in discesa
Tempo di percorrenza: ore 6,00 Km 19
Difficoltà: Escursionistica
Dal rifugio si prende a destra la strada che costeggia il lago che subito inizia a salire per il Passo della Boccaia (m. 1587) . Incrociato il sentiero che scende dal Monte Giovo si prosegue fino ad arrivare al Fontanone (m. 1670) , dove la salita si fa più ripida tra massi e dirupi, e prestando attenzione fino al crinale in località Colle Bruciata. Aggirato la cima dell’Omo sulla sinistra si prosegue per il monte Romecchio passando a destra i laghi di Porticciola e Crocette.
In un continuo saliscendi , segnavia 0-0 Cai , (sentiero di crinale), si scavalcano i monti Romecchio , (m. 1702) Albano (m. 1693) e Spicchio (m. 1657), passando diverse strade che salgono dal versante Toscano ,fino ad arrivare lungo la sterrata che porta al Passo delle Radici (m 1529) meta della nostra seconda tappa. |
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Martedì 26 Agosto
Passo delle Radici (m. 1529) – Rif. Bargetana (m. 1740)
Dislivello: 422 m. in salita, 200 m. in discesa
Tempo di percorrenza: ore 5,00 km. 13
Difficoltà: escursionistica
Si prende uno stradello che dopo circa un chilometro si abbandona per prendere a sinistra verso l’Apicella delle Radici (m. 1682). Raggiunta Cima La nuda (m. 1708) ed arrivati al passo del Giovarello (m. 1663) si riprende lo stradello abbandonato in precedenza che ci porta al Passo delle Forbici, ore 1,50 (m. 1574) dove si può ammirare un piccolo tabernacolo. Seguendo ora il crinale tra boschi di faggio alternati da ampie praterie si arriva al monte delle forbici (m. 1816). Da qui un dolce percorso in discesa ci introduce nel Parco del Gigante fino a giungere ed aggirare il monte Prado, attraversando numerosi ruscelli e camminare nei più bei mirtilleti degli appennini ed al Passo di Lama Lite (m. 1649 ) ove poco più avanti si trova il rif. Cesare Battisti storico e caratteristico rifugio degli Appennini . Dopo una sosta al rifugio prendendo il sentiero n. 33 Cai in circa un’ora superando il Passo di Romecchio (m. 1685) e le Porraie (m. 1800), si arriva al Rif. Bargetana lasciandoci dietro la bella vallata del torrente Ozola. Sulla destra si possono vedere i monti Cusna e Piella, mete di frequenti escursioni ed ascensioni. |
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Mercoledì 27 Agosto
Rif. Bargetana (m. 1740) – Passo del Cerreto (m. 1261)
Dislivello: 453 m. in salita, 952 m. in discesa
Tempo di percorrenza: ore 8,00 km. 22
Difficoltà: escursionistica ma lunga
Si prende lo stradello che porta al Passo di Pradarena (m. 168) dove è possibile ammirare la Pietra di Bismantova, qui si attraversa la strada che collega Ligonchio (RE) con Sillano (LU) per prendere una stradina che, scendendo leggermente, porta al Passo di Cavorsella (m. 1511). Si prosegue poi a sinistra verso il Monte Ischia (m. 1727) che si aggira, e il Monte Scalocchi (m. 1726).
Sul versante toscana il panorama è dominato ad ovest dalle profonde ed incassate valli trasversali del fiume Serchio di Sillano e dei suoi affluenti. A nord dalla valle di Belfiore scavata dal torrente Riarbero. Il sentiero prosegue mantenendosi in quota, in direzione della Cima Belfiore (m. 1810) che si aggira sulla destra e per il Monte La Nuda (m. 1895): da questo balcone naturale nelle giornate più limpide si può spaziare dalle Alpi al lontano Monte Amiata. Dal Monte La Nuda si scende ripidamente, facendo molta attenzione se il terreno è bagnato, per il bellissimo e selvaggio Vallone dell’Inferno fino alla strada che collega il Passo del Cerreto (m. 1261), raggiungibile sulla sinistra, con la località Cerreto Laghi. |
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Giovedì 28 Agosto
Passo del Cerreto (m. 1261) – Rif. Città di Sarzana (m. 1580)
Dislivello: 694 m. in salita, 375 m. in discesa
Tempo di percorrenza: ore 4,00 – km. 8,5
Difficoltà: escursionistica
Dal Passo del Cerreto, il sentiero che parte dal retro del bar, aggira, sulla destra l’Ospedalaccio per arrivare fino all’omonimo passo (m. 1721), antico e frequentatissimo valico tra l’Emilia e la Toscana sede di un “ospitale” per i pellegrini del medioevo. Si risalgono quindi le pendici del Monte Alto, lungo un canalone, per poi piegare, a quota 1400 m., a destra verso un passetto che immette nello spettacolare anfiteatro delle sorgenti del fiume Secchia. Dopo le sorgenti si sale ancora ripidamente verso il Passo di Pietra Tagliata (m. 1750) ben distinguibile per la forma ben decisa cui fa riferimento il toponimo. Al passo, costituito da una sella fra il Monte Alto (m. 1904) e l’Alpe di Succiso (m. 2017) si gode di un ampio e suggestivo panorama. Qui si può optare per l’itinerario aereo dei Groppi di Camporaghena lungo la cresta che scende poi al Rifugio Sarzana (m. 1580) oppure camminare nel verde verso i Ghiaccioni (m. 1375) per l’antico “sentiero Barbarossa” fino a un prato di fondovalle, in prossimità di una sorgente dove fioriscono i rari “fiocchetti”. Si sale ripidamente a sinistra tra vecchie carbonaie fino ad un grosso faggio (Costa del Lago) e poi per pietraie fino al lago stesso e al Rifugio Sarzana (m. 1580). La zona è estremamente interessante in quanto rappresenta in Appennino un raro esempio di valle sospesa con annesso lago di origine glaciale. |
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Venerdì 29 Agosto
Rif. Città di Sarzana (m. 1580) – lago Santo Parmense (m. 1508)
Dislivello: 685 m. in salita, 1163 m. in discesa
Tempo di percorrenza: ore 9.00 – km. 21,50
Difficoltà: escursionistica ma lunga
Dal rifugio si prende un comodo e fresco sentiero che scende in poco più di un’ora alla diga di Lagastrello (m. 1152). Attraversato il torrente Enza sul ponte a valle della diga del lago Paduli, si sale per il bosco fino a raggiungere in breve lo stradello (vecchia Via Linari) che dal Passo di Lagastrello conduce al lago Squincio (m. 1241), situato poco sopra. Si continua dunque a salire lungo il sentiero 3-CAI, fino ad una sella posta a quota m. 1510. Successivamente si scende ai laghi Scuro (m. 1392) e Verdarolo (m. 1390), situati a pochi minuti di cammino per proseguire a destra e sempre in quota, fino a Prato Spilla (m. 1349), dove si prende il sentiero 5-CAI che aggira a sinistra il Monte Torricella (m. 1706) salendo alla Capanna Biancani (m. 1527) e al piccolo Lago Martini (m. 1744). Raggiunto il crinale appenninico in prossimità del Monte Bragalata (m. 1835) si prende a destra seguendo il sentiero 00 – CAI per il Monte Losanna (m. 1856) e, lasciati in basso i laghi Verde e Ballano, si giunge alla cima del Sillara (m. 1861) e di qui al Monte Paitino (m. 1815) camminando sempre in un ambito lunare, molto panoramico sulla Lunigiana e sull’Appennino parmense. Aggirata la testa del torrente Bagnone si prosegue al Monte Matto (m. 1837). Una ripida discesa per arrivare al Passo Badignana (m. 1685), una risalita delle pendici del Monte Brusa (m. 1796) fino ala vetta per ridiscendere ancora al Passo delle Guadine (m. 1680). Un continuo e aspro saliscendi che mette a dura prova la resistenza dell’escursionista. Il percorso sale nuovamente al Monte Aquila (m. 1780) e, al passo omonimo (m. 1707), si scende a destra, al lago Santo Parmense e poi al rifugio Mariotti del CAI di Parma. |
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Sabato 30 Agosto
Lago Santo Parmense (m. 1508) – Passo della Cisa (m. 1055)
Dislivello: 500 m. in salita, 1070 m. in discesa
Tempo di percorrenza: ore 5,30 – km. 14
Difficoltà: escursionistica
Dal Rifugio Mariotti ci sono due possibilità*: si ripercorrono in senso inverso gli ultimi seicento metri del tratto precedente fino ad un bivio dove a destra (29-CAI) si risalgono ripidamente le pendici del Monte Braiola. Dopo la Capanna Schiaffino si prosegue per la Bocchetta dell’Orsaro e il Monte Orsaro (m. 1831) per poi scendere ripidamente e risalire quindi al Monte Fosco, aggirarlo sulla destra la Bocchetta della Tavola (m. 1444). Usciti dalla faggeta si scende per ampie praterie al Passo del Cirone (m. 1255) e si prosegue lungo il crinale per il Monte Borgognone (m. 1401), il Monte Fontanini (m. 1399) per arrivare al Groppo del Vescovo (m. 1243).
* Per evitare la salita al Monte Orsaro è possibile percorrere l’itinerario alternativo che scende con il sentiero n. 23 al torrente Parma, per risalire a sinistra con il n. 27 e a destra con il n. 25 al Monte Fosco dove si ritrova il percorso principale.
Si prosegue sul sentiero 00-CAI lungo la linea di cresta fino alla cima del Monte Valoria (m. 1229), si scende poi sempre lungo lo 00-CAI fino a sbucare sulla strada statale del Passo della Cisa a quota m. 914, meta finale del trekking. |
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DETTAGLI:
INFORMAZIONI: info@caicassano.it
Tel. 0363/63644, martedì/giovedì 21.00-23.00
ISCRIZIONI DAL 15/03/2008:
- ad esaurimento di numero 12 posti
- versamento obbligatorio di euro 50,00 come caparra al momento dell’iscrizione
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TRASPORTO:
- andata pulmino 12 posti
- ritorno con mezzi pubblici (autobus, treno)
COSTI PRESUNTI:
- noleggio pulmino € 42 a testa, biglietto autobus e treno
- trattamento mezza pensione presso i Rifugi C.A.I. € 32/35; presso alberghi € 44/50
- per chi non avesse la tessera C.A.I. è obbligatorio associarsi e pagare la quota (ordinario 39,00 euro – familiare 21,00 euro)
- assicurazione C.A.I. per tutta la durata del trekking (2,50 euro al giorno), tranne per chi avesse già una polizza personale
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